E' fatta, da due settimane siamo diventati proprietari di questi 5 ettari eppassa con rudere che si chiama Pajà. In realtà già ce la sentivamo nostra dal primo giorno in cui l'abbiamo vista e lo diventava sempre più man mano che iniziavamo a pensare sul da farsi e visitandola sempre più spesso.
Come si fa a fare un progetto di un podere se non si conosce tutto quello che lo circonda, che gli passa sopra e sotto? Ora è giunto il momento di mettere in pratica tutto quello che abbiamo appreso negli ultimi anni. Questo disegno, appeso in cucina per essere sempre sott'occhio, mostra tutti i flussi di energia (aria, acqua, sole, terra, uomini, animali, mezzi) che transitano attualmente a Pajà.
Un'altro "finalmente" riguarda la consolida che ha viaggiato con noi negli ultimi due anni.
Era infatti il settembre 2013 quando prendemmo una serie di rizomi di radice da questa pianta alla Fattoria dell'Autosufficienza a Bagno di Romagna, regalandoli quasi tutti nei vari posti che visitavamo. Alla fine ce ne sono rimasti due che abbiamo finalmente messo a dimora nel nuovo orto. Speriamo che anche da noi la consolida cresca vigorosa come ci è spesso capitato di vedere da chi l'abbiamo piantata.
L'orto naturalmente continua ad espandersi ed intanto, con l'arrivo delle prime piogge regolari, le piantine crescono a vista d'occhio. Abbiamo trovato una buona miniera di terriccio nero nella parte crollata del rudere, dieci anni di materia organica dovuta a piante ed erbe che ogni volta crescono e muoiono. Il lavoro sta nello spostare e pulire sassi, mattoni, tegole, pianelle e travi di legno, vabbè abbiamo davanti tutto l'autunno ed inverno.
La vendemmia è uno dei pochi lavori di campagna che non avevamo mai fatto. Siamo stati fortunati a trovare abbastanza facilmente un paio di persone che avevano bisogno di 4 mani in più ed anche due stomaci, visti i lauti pranzi che per tradizione spettano ai lavoranti.
Talee di mirto, melograno, eleagnus, corbezzolo, aloe, lavanda, rosmarino ed altri che abbiamo in casa nel camino, a breve li metteremo in campo.
Come si fa a fare un progetto di un podere se non si conosce tutto quello che lo circonda, che gli passa sopra e sotto? Ora è giunto il momento di mettere in pratica tutto quello che abbiamo appreso negli ultimi anni. Questo disegno, appeso in cucina per essere sempre sott'occhio, mostra tutti i flussi di energia (aria, acqua, sole, terra, uomini, animali, mezzi) che transitano attualmente a Pajà.
Un'altro "finalmente" riguarda la consolida che ha viaggiato con noi negli ultimi due anni.
Era infatti il settembre 2013 quando prendemmo una serie di rizomi di radice da questa pianta alla Fattoria dell'Autosufficienza a Bagno di Romagna, regalandoli quasi tutti nei vari posti che visitavamo. Alla fine ce ne sono rimasti due che abbiamo finalmente messo a dimora nel nuovo orto. Speriamo che anche da noi la consolida cresca vigorosa come ci è spesso capitato di vedere da chi l'abbiamo piantata.
Ottima notizia, a Pajà vivono lombrichi autoctoni.
La vendemmia è uno dei pochi lavori di campagna che non avevamo mai fatto. Siamo stati fortunati a trovare abbastanza facilmente un paio di persone che avevano bisogno di 4 mani in più ed anche due stomaci, visti i lauti pranzi che per tradizione spettano ai lavoranti.
Le mele degli amici dell'azienda agricola Tuzi di Ortezzano, anche qui è iniziata la raccolta.
Talee di mirto, melograno, eleagnus, corbezzolo, aloe, lavanda, rosmarino ed altri che abbiamo in casa nel camino, a breve li metteremo in campo.


E allooooraaaa!!!! Quando vi vengo a trovare? :D :D :D
RispondiEliminaTanti Auguri e Buon lavoro.
RispondiEliminaFederica